
Nell'agosto 2009, al termine della prima Università Estiva organizzata dal network europeo YPSSI, 90 giovani europei redassero un documento che sintetizzava le aspirazioni emerse dopo avere immaginato collettivamente l'Europa nel 2015.
Il loro documento era incentrato su quattro categorie - diritti, educazione, scienza ed economia - ritenute prioritare per il progresso delle società.
I 90 giovani europei scrissero che uno degli scopi del loro lavoro è avvicinare le persone al metodo scientifico al fine di sradicare la paura, la superstizione, la xenofobia e il timore del cambiamento all'interno della società.
Sottolinearono che per loro la conoscenza avvolge tutti gli ambiti del sapere. Comprende ricerca scientifica ed innovazione, ma ha anche una dimensione culturale, sociale, politica, democratica e umana.
Dichiararono che le loro energie sono volte ad accrescere il sentimento di appartenenza a quell'entità che chiamiamo Unione Europea, a promuovere un'attiva cittadinanza e un consapevole coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali.
Ma soprattutto reclamarono una riforma del sistema educativo e scolastico. Affermarono di aspettarsi che la scuola promuova maggiormente il pensiero critico, l'approfondimento, la comprensione dell'attualità, conoscenze pratiche e programmi orientati ad una prospettiva europea e mondiale. In sintesi chiesero alla scuola un modo di pensare e di relazionarsi con la società nuovo.
Ispirandoci a quel documento abbiamo strutturato il progetto "Io cittadino in transizione" per offrire agli studenti l'opportunità di confrontarsi con l'attualità, di partecipare al dibattito che troppo spesso coinvolge élites ristrette di persone, intellettuali, politici o scienziati.
Ma soprattutto per offrire a tutti noi - giovani e adulti, educatori e amministratori - la possibilità di discutere e di riflettere ora, di elaborare progetti e di prendere decisioni utili a fronteggiare le nuove complesse sfide che già si affacciano sul nostro orizzonte.
Per non trovarci, insomma, a condividere il brivido provato da quell'abitante che tagliò l'ultimo albero dell'Isola di Pasqua.